Prima o poi sicuramente capiterà a tutti di trovarsi nel ruolo di erede, a causa della dipartita di un parente stretto o del coniuge.

Si tratta naturalmente, in genere, di una situazione dolorosa. Bisogna anche sapere che ci sarà da ottemperare ad alcuni obblighi di legge, relativi all'accettazione eredità.

In questo articolo vedremo brevemente di cosa si tratta e quali procedure è necessario seguire.

Accettazione eredità: come funziona

Quando una persona muore si apre la cosiddetta successione ereditaria, che è un procedimento atto a trasferire beni e diritti ai successori del defunto (o “de cuius”).

La dichiarazione di successione che ne consegue è un adempimento obbligatorio la cui natura è prevalentemente fiscale.

Al centro di tutta la procedura si trovano l'asse ereditario e gli eredi: l'apertura della successione, infatti, fa sì che i successori testamentari e i legittimari assumano il ruolo di “chiamati” all’eredità.

Essi quindi acquisiscono in tal modo il diritto di accettarla, tramite la procedura definita accettazione eredità. Se invece le condizioni sono sfavorevoli (per esempio l'eredità è gravata da troppi debiti) essi possono anche scegliere di rinunciarvi.

Infatti è importante sottolineare che l'accettazione eredità non può essere parziale, o condizionata: o la si accetta o vi si rinuncia.

L'atto di accettazione è inoltre irrevocabile e irripetibile.

La legge stabilisce che gli eredi hanno 10 anni di tempo dall'apertura della successione per decidere se procedere all'accettazione eredità oppure optare per la rinuncia.

Tuttavia è anche possibile chiedere l'intervento di un giudice, perché stabilisca un termine più breve.

Accettazione eredità: le tipologie

Esistono fondamentalmente tre “categorie” – se così vogliamo chiamarle – di accettazione:

  • espressa;
  • tacita;
  • con beneficio di inventario.

L'accettazione espressa, che trova la sua regolamentazione nell'articolo 475 del Codice Civile italiano, è costituita da un atto pubblico, che dovrà essere redatto alla presenza di un notaio o del Cancelliere del Tribunale competente.

Nel caso in cui nell'asse ereditario non siano presenti immobili è anche possibile procedere tramite una scrittura privata senza autenticazione.

L'accettazione tacita, invece, alla quale è dedicato l'articolo 476 del Codice Civile, consiste in poche parole in quello che la disciplina giuridica definisce un comportamento concludente.

In pratica è sufficiente che l'erede si comporti come tale, per esempio mettendo in vendita un bene che fa parte dell'asse ereditario, oppure saldando dei debiti del defunto con parte del patrimonio ereditario.

L'accettazione eredità con beneficio di inventario viene scelta, di solito, nei casi in cui gli eredi sanno, o sospettano, dell'esistenza di debiti cospicui.

Essa viene disciplinata dall'articolo 484 del Codice Civile.

È l'unica forma di accettazione prevista in alcuni casi, ovvero quando gli eredi sono minori o quando a ereditare sono soggetti interdetti o inabilitati.

L'ordinamento giuridico la dispone inoltre anche quando si tratta di associazioni, persone giuridiche ed enti non riconosciuti.

L'accettazione eredità con beneficio d'inventario è l'unico caso in cui il patrimonio che viene ereditato viene tenuto distinto da quello personale dell'erede, che viene dunque protetto dai creditori.

Come si deve procedere se si vuole scegliere questa strada?

Bisogna presentare la richiesta entro i 10 anni previsti, a meno che non si sia già in possesso dei beni ereditati. In quest'ultimo caso il termine diviene di tre mesi dalla morte del de cuius.

Il Cancelliere del Tribunale competente (ovvero di quello che ha giurisdizione nel territorio dell'ultimo domicilio del defunto) deve redigere un verbale, a cui seguirà la compilazione dell'inventario di tutto l'asse ereditario.

accettazione eredità

Accettazione eredità per più eredi

Capita spesso che a ereditare i beni del de cuius non sia una sola persona. Il fatto che più individui siano coeredi dello stesso defunto ha rilevanza ai fini della procedura e ricadute su ogni singolo erede?

Ebbene, sia nel caso dell'accettazione tacita sia in quello dell'espressa, il comportamento e la decisione di uno dei coeredi non hanno alcuna influenza sugli altri.

Quindi ogni accettazione eredità di ogni erede è autonoma da quella degli altri e non dipende dall'accettazione eredità degli altri.

Nel caso dell'accettazione con beneficio di inventario richiesta da uno dei coeredi, gli altri sono liberi di non accettare l'eredità, di accettarla puramente e semplicemente o di seguire la stessa strada.

In quest'ultimo caso l'inventario e le formalità ad esso connesse verranno espletati da chi per primo ha accettato l'eredità con beneficio di inventario. Questo al fine di snellire la procedura.

Accettazione eredità: i costi della procedura

Gli oneri connessi all'accettazione variano a seconda della strada che gli eredi intendono percorrere.

L'accettazione tacita non comporta oneri di per sé ma, nel caso tra i beni ereditati figurino degli immobili, l'erede dovrà sottostare a quanto segue:

  • presentazione della dichiarazione di successione;
  • pagamento dell'imposta di successione;
  • trascrizione nei registri immobiliari.

Per quanto riguarda l'accettazione espressa o con beneficio d'inventario, invece, l'erede dovrà affrontare anche:

Le tempistiche

Come abbiamo detto in precedenza, l'ordinamento giuridico – e in particolare l'articolo 480 del Codice Civile – prevede un termine di 10 anni a partire dalla morte del de cuius.

Fatto salvo il caso in cui un erede già in possesso di beni ereditari voglia richiedere il beneficio d'inventario: come abbiamo detto egli ha tre mesi di tempo dalla morte del de cuius per farlo.

Abbiamo accennato prima però al caso in cui gli eredi presentino richiesta al giudice di stabilire un termine più breve entro il quale si debba decidere se accettare o meno l'eredità.

Esiste anche il caso, raro ma comunque possibile, che nel testamento, se esistente e valido, il de cuius abbia stabilito un periodo più breve (ma non più lungo) per l'accettazione.

 

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